Il sedici è uno di quei numeri che la Smorfia chiama con la parola di strada, e che in italiano suona più ruvida di quanto sia. A Napoli «tenè culo» vuol dire avere fortuna, e non una fortuna qualsiasi: quella immeritata, arrivata senza fatica, che fa alzare le sopracciglia a chi guarda. È un modo popolare di dire che certe volte le cose vanno bene e basta, senza una ragione. Nei racconti il sedici compare quando qualcosa si sistema da sé. Un ostacolo che si toglie di mezzo mentre stavi cercando come aggirarlo, un incontro capitato nel momento giusto, una svista che invece di costare ha risolto. E porta con sé la sua faccia sfacciata: chi ha fortuna spesso lo dà per scontato, e quello è il momento in cui si smette di guardare dove si mettono i piedi. Le immagini che portano qui hanno un'aria da cortile. Il sedere, che è la parola in sé. La regina, che sta per chi si dà arie senza alcun merito. E il moralista, che sembra fuori posto e invece è la battuta migliore della Smorfia: quello a cui la fortuna degli altri non va mai giù. Va detto chiaro, perché qui si parla di sogni e non di giocate: il sedici non annuncia nessuna fortuna in arrivo. Dice che nel tuo racconto c'era qualcosa andato bene senza merito — e che riconoscerlo, invece di prendersene il merito, è di solito il modo migliore di tenerselo.
Figure Familiari
regina
Autorità che governa senza alzare la voce: eleganza, giudizio, protezione.
Smorfia
sedere
'O culo: nella parlata popolare, la sorte sfacciata — quella che arriva senza essere stata cercata.
1 persona
per un totale di 22 racconti.
Contiamo solo chi ha acconsentito alle statistiche aggregate.
Fortuna e sorte
Quello che arriva senza merito, nel bene e nel male.
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