19 febbraio

San Corrado Confalonieri

eremita del Terz'Ordine francescano

La sua storia

Questa è la storia di un uomo che ha dato fuoco a mezza campagna e ha lasciato che ne accusassero un altro. Per tre giorni. Corrado Confalonieri nacque nel 1290 a Calendasco, da una nobile famiglia piacentina. Un giorno era a caccia con amici e parenti e la battuta non dava frutto; allora ordinò di appiccare il fuoco alle sterpaglie per stanare la selvaggina. Si alzò il vento. Il fuoco si prese boschi, case, capanne. Corrado e i suoi scapparono a casa e decisero di non dire niente. In città si pensò subito a un attentato politico dei guelfi contro il governo ghibellino, e si cercò il colpevole. Lo trovarono: un povero contadino, che fu condannato. È qui che la storia si decide. Quando Corrado seppe della condanna non riuscì più a darsi pace: **interruppe il corteo che portava l'uomo al supplizio**, chiese udienza al Signore di Piacenza e si dichiarò colpevole. Gli confiscarono tutti i terreni per risarcire i danni. Perse tutto. Da lì la sua vita cambiò per intero. Diventò terziario francescano e poi pellegrino, e finì in Sicilia, a Noto, dove visse da eremita fino alla morte, nel 1351. Chi si chiama Corrado festeggia oggi: un nome forte, di quelli che non si accorciano. C'è una cosa che rende questa storia diversa dalle altre: non si è pentito prima di essere scoperto, e non è stato scoperto affatto. Poteva restare zitto tutta la vita. Ha parlato quando parlare gli costava tutto.

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