Sant'Eliseo
profeta
La sua storia
Eliseo fu profeta in Israele fra il nono e l'ottavo secolo avanti Cristo, ed era figlio di Safàt, di Abel-Mecolà. La sua chiamata è una delle scene più concrete della Bibbia. Elia lo trova che sta arando con dodici paia di buoi, gli passa accanto e gli getta addosso il mantello. Eliseo capisce, e fa una cosa che chiude ogni possibilità di tornare indietro: prende i buoi, li macella, accende il fuoco con la legna del giogo e dà da mangiare alla sua gente. Poi lo segue. Fu il discepolo di Elia fino al giorno in cui il maestro fu rapito in cielo su un carro di fuoco. Prima di sparire, Elia gli chiese cosa volesse; Eliseo chiese due terzi del suo spirito — la parte che in Israele spettava al figlio maggiore. Raccolse il mantello caduto e con quello colpì le acque del Giordano. I racconti che seguono sono fra i più popolari della Bibbia: la farina che risana la pentola avvelenata, l'olio della vedova che non finisce, il figlio della Sunammita riportato in vita, e soprattutto Naaman il siro, generale e lebbroso, che si aspettava un gesto solenne e si sentì dire di andare a lavarsi sette volte nel Giordano — e che quasi se ne andò offeso, perché era una cosa troppo semplice. L'islam lo venera come uomo saggio e giusto, con il nome di al-Yasa. Chi si chiama Eliseo oggi festeggia.
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