16 agosto

San Rocco

pellegrino

La sua storia

Rocco nacque a Montpellier fra il 1345 e il 1350, da famiglia benestante. Rimasto orfano intorno ai vent'anni, distribuì i suoi beni e partì pellegrino per Roma. Arrivò in Italia mentre la peste nera stava ancora finendo di attraversarla. Si fermò ad Acquapendente, poi a Cesena, a Roma, a Rimini, a Novara, a Piacenza: dove trovava appestati, restava e li assisteva. Non era medico; faceva quello che nessuno faceva, cioè entrare nei lazzaretti. A Piacenza si ammalò anche lui. Per non contagiare nessuno si trascinò fuori città, in un bosco, e lì — dice il racconto — un cane gli portò ogni giorno un pane rubato alla tavola del padrone. È per questo che nelle statue Rocco ha sempre un cane accanto e mostra la piaga sulla coscia: sono i due segni con cui lo riconosce chiunque, anche chi non sa la sua storia. Guarito, tornò verso casa. A Voghera fu scambiato per una spia e messo in carcere, dove restò cinque anni senza dire chi fosse. Morì lì, nella notte fra il 15 e il 16 agosto, fra il 1376 e il 1379. È il santo più invocato contro le epidemie dal Medioevo in poi, e il patronato si è esteso al mondo contadino, agli animali, ai terremoti. È patrono di moltissimi paesi italiani — probabilmente più di ogni altro santo dopo la Madonna. Chi si chiama Rocco oggi festeggia.

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