'A capa: la testa. Il trentaquattro è la mente, la ragione, ma anche l'identità — «tenè 'a capa» a Napoli vuol dire avere giudizio, e «perdere 'a capa» è tutto il contrario. È un numero che parla di come pensiamo, e nella Smorfia la testa non è mai staccata dal corpo: è la parte che decide, e che qualche volta decide male. Nei racconti il trentaquattro compare quando c'è un pensiero al centro della scena. Un'idea fissa, un ragionamento che gira a vuoto, una decisione presa e ripresa dieci volte. Ma anche la lucidità improvvisa: il momento in cui una cosa confusa si mette in ordine e capisci cosa fare. Le immagini che portano qui sono la testa e la matassa, e insieme sono un piccolo capolavoro popolare. La matassa è il pensiero che si avvolge: se la prendi dal verso giusto, si dipana; se s'ingarbuglia, non se ne viene più a capo. Chiunque abbia passato una notte insonne a rimuginare sa esattamente di cosa si parla, e non serve altra spiegazione. Se il trentaquattro è uscito dal tuo racconto, la Smorfia sta indicando la tua testa — non per giudicarla, per segnalarla. Qualche volta vuol dire «stai pensando troppo», altre «è il momento di ragionarci». Le due cose si somigliano da fuori, e solo tu sai quale delle due è la tua.
Animali
ape
Lavoro senza riposo e dolcezza come risultato: l'ordine che regge una comunità.
ragno
Chi tesse e aspetta: pazienza, insidia, e il lavoro invisibile che tiene.
Luoghi
città
Tanti insieme: possibilità, rumore, e la solitudine che ci si può nascondere dentro.
Smorfia
testa
'A capa: la testa. Dove si decide, prima che le mani facciano.
1 persona
per un totale di 28 racconti.
Contiamo solo chi ha acconsentito alle statistiche aggregate.
Mente, parola e follia
La testa che ragiona, la bocca che dice, e la libertà di chi esce dal seminato.
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