'O viecchio. Il cinquantatré è il vecchio, e nella Smorfia non è una condizione anagrafica: è una posizione. Il vecchio è quello che ha già visto la scena e sa come va a finire — per questo lo si va a trovare, non per compassione ma per informazione. In una cultura orale, chi ha memoria è un archivio. Nei racconti il cinquantatré arriva quando c'è di mezzo il tempo passato. Un consiglio ricevuto anni fa e capito solo adesso, una persona anziana che compare e dice una frase precisa, la sensazione di essere arrivato a un'età in cui certe cose non ti sorprendono più. È anche il numero della pazienza: quella vera, che non è attesa ma esperienza. Le immagini che portano qui sono state scritte apposta per lui. Il bastimento, che ne ha viste tante. La scottatura, che lascia il segno e insegna. E il vecchio, detto proprio così — perché nella Smorfia le cose si chiamano col loro nome. Se il cinquantatré è comparso nel tuo racconto, dentro c'era qualcuno che sa. Magari sei tu, su qualcosa che hai già attraversato. La Smorfia non dice di dare retta a nessuno: fa notare che nella storia c'era della memoria, e la memoria è l'unico strumento che abbiamo per non ricominciare sempre da capo.
Figure Familiari
vecchio
L'età che ha imparato: lentezza che è saggezza, e la fragilità che le sta accanto.
Le età della vita
Dalla creatura alla vecchiaia: gli stessi anni visti da punti diversi.
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