'E ddoje zetelle. Il sessantasei sono le due donne non sposate, e la parola con cui le chiama la tradizione oggi suona ingenerosa: nasce da un tempo in cui una donna sola era considerata un'anomalia. Vale la pena leggerlo con gli occhi di adesso, perché il significato profondo del numero è un altro — la solitudine scelta, l'attesa, l'indipendenza. Nei racconti il sessantasei arriva quando c'è di mezzo lo stare per conto proprio. Una scelta di autonomia, un periodo in cui ti basti da solo, una compagnia fatta di poche persone e sempre le stesse. E arriva anche quando l'attesa si è fatta lunga: qualcosa che non è ancora successo e che forse non succederà. L'immagine che porta qui è quella delle zitelle, e nella Smorfia sono due, non una. Non è un dettaglio: raccontano che anche la solitudine ha compagnia, che ci si tiene insieme fra chi sta fuori dallo schema. È una delle osservazioni più acute di tutto l'elenco. Se il sessantasei è comparso nel tuo racconto, c'era una condizione di attesa o di autonomia. La Smorfia non dice se è un bene o un male, e noi meno che mai: dipende se te la sei scelta.
Colori
giallo
Luce, ma anche allarme: il colore che si nota prima di tutti e non sempre rassicura.
Smorfia
zitelle
'E ddoie zetelle: le due zitelle. L'attesa che non finisce, e la compagnia che ci si sceglie.
Solitudine e attesa
Chi sta per conto suo, chi guarda dalla finestra, chi aspetta.
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