'A cchiesa. L'ottantaquattro non è la fede come dottrina: è la chiesa come luogo — il posto dove si entra per stare un attimo al fresco e al silenzio, dove ci si sposa e si saluta chi se ne va, dove il quartiere si ritrova. A Napoli le chiese sono centinaia e stanno dentro la vita di strada, non sopra. Nei racconti l'ottantaquattro arriva quando c'è bisogno di un riparo. Non per forza spirituale: un posto in cui fermarsi, una persona da cui si va per sentirsi al sicuro, una comunità a cui appartenere. È anche il numero delle promesse fatte in un momento difficile, quelle che si fanno a mezza voce. Le immagini che portano qui sono tutte dentro l'edificio: il cappellano, che conosce tutti per nome; la Bibbia, che si legge uguale da secoli e per questo consola; la grazia, che si chiede quando non si sa più a chi rivolgersi; e il feretro, intorno al quale ci si stringe tutti. Se l'ottantaquattro è comparso nel tuo racconto, dentro c'era un rifugio. Che sia fede, abitudine o solo un posto tranquillo lo sai tu. La Smorfia mette il numero e lascia la porta aperta, come fanno le chiese.
Luoghi
chiesa
Il luogo dove si chiede e si ringrazia: raccoglimento, e la comunità che si ritrova.
1 persona
per un totale di 6 racconti.
Contiamo solo chi ha acconsentito alle statistiche aggregate.
Il sacro e il mistero
Quello che a Napoli sta fra la chiesa e la strada, e non si spiega fino in fondo.
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