19 gennaio

Santi Mario, Marta, Abaco e Audiface

Marta, Audiface e Abaco, martiri

La sua storia

Oggi si ricorda una famiglia intera: Mario, la moglie Marta, e i due figli Audiface e Abaco. Le notizie su di loro sono pochissime e incerte — arrivano dalla *Passio* di san Valentino, del quarto secolo — ma la storia che raccontano è di quelle che restano. Mario era un nobile di origine persiana. Nel 270 arrivò a Roma con tutta la famiglia per un motivo che oggi sembra strano: venerare i sepolcri dei martiri. Erano pellegrini. Solo che, una volta lì, si trovarono davanti una cosa che non potevano lasciare com'era: lungo la via Salaria giacevano i corpi di oltre duecentosessanta cristiani uccisi e lasciati in aperta campagna. Aiutati dal prete Giovanni, si misero a seppellirli. Li scoprirono. Furono interrogati dal prefetto Flaviano e dal governatore Marciano, rifiutarono di abiurare e di sacrificare agli idoli, e furono condannati a morte: gli uomini lungo la via Cornelia, Marta presso uno stagno poco distante. Una matrona romana di nome Felicita li seppellì in un suo terreno, al tredicesimo miglio, dove poi sorse una chiesa che nel Medioevo era meta di pellegrinaggi e di cui restano i ruderi. La devozione a questa famiglia è arrivata fino all'Ottocento in modo curioso: un libretto del 1861, firmato da don Bosco ma preparato dal conte Carlo Cays, la rese popolare — c'era di mezzo il santuario di sant'Abaco a Caselette, e un amico che voleva ravvivarne il culto. Chi si chiama Mario o Marta oggi festeggia, e sono due nomi che in Italia non hanno mai smesso di girare. Una famiglia che attraversa mezzo mondo per pregare e finisce a seppellire sconosciuti. Non cercavano di diventare santi: stavano solo sistemando una cosa che nessuno sistemava.

Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.