San Teofilo di Antiochia
vescovo di Antiochia
La sua storia
Teofilo fu vescovo di Antiochia nel secondo secolo e morì fra il 183 e il 185. Dalla sua opera si capisce che era nato pagano, dalle parti del Tigri e dell'Eufrate, e che si convertì dopo aver letto i testi sacri — in particolare i libri profetici. Non era una conversione emotiva: era arrivato a quel punto studiando. Di lui resta una sola opera, l'*Apologia ad Autolico*: tre libri indirizzati a un amico pagano che lo prendeva in giro per la sua fede. Sono il tipico testo di quel secolo, in cui i cristiani provavano a spiegare a gente colta e scettica perché non erano né atei né sovversivi. In quelle pagine c'è però una cosa che è rimasta per sempre nella lingua della teologia. Teofilo è il primo autore conosciuto a usare la parola greca *triás* — triade, Trinità — per indicare Dio, il suo Verbo e la sua Sapienza. Da quella parola viene tutto il vocabolario successivo. Eusebio di Cesarea ricorda il suo impegno contro gli eretici, e cita in particolare un'opera contro Marcione che è andata perduta. Lo studioso William Sanday lo descrisse come uno dei precursori di quella generazione di scrittori che, da Ireneo a Cipriano, rompe l'oscurità distesa sui primi secoli cristiani. Chi si chiama Teofilo oggi festeggia.
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