14 dicembre

San Giovanni della Croce

sacerdote carmelitano e dottore della Chiesa

La sua storia

Juan de Yepes nacque a Fontiveros, in Castiglia, il 24 giugno 1542. Suo padre, di famiglia ebrea toledana convertita, fu diseredato per aver sposato una tessitrice povera; morì presto, e la madre crebbe i figli nella miseria vera — uno dei fratelli morì di fame. Lavorò in un ospedale per malati di sifilide mentre studiava dai gesuiti. Entrò fra i carmelitani, e stava per passare ai certosini quando incontrò Teresa d'Ávila, che aveva ventisette anni più di lui. Lei gli chiese di fare per i frati quello che stava facendo per le monache. Lui accettò. Gli costò caro. Nel 1577 i carmelitani contrari alla riforma lo sequestrarono e lo tennero nove mesi in una cella di tre metri per due a Toledo, senza luce, con le razioni ridotte e le fustigazioni pubbliche. Fu lì, al buio, che compose a memoria le prime strofe del Cantico Spirituale. Riuscì a fuggire calandosi da una finestra con le lenzuola. È il più grande poeta mistico della lingua spagnola, e uno dei più grandi poeti e basta: la *Noche oscura*, il *Cantico spirituale*, la *Fiamma viva d'amore*. L'espressione «notte oscura dell'anima», che oggi si usa ovunque, viene da lui. Morì a Úbeda il 14 dicembre 1591, a quarantanove anni, maltrattato fino alla fine dai suoi stessi confratelli. È dottore della Chiesa. Chi si chiama Giovanni oggi festeggia.

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