25 febbraio

San Gerlando di Agrigento

vescovo di Agrigento

La sua storia

Gerlando veniva da Besançon, era di origini franco-normanne, e nel 1088 fu nominato vescovo di Agrigento. Tenne quella sede fino alla morte, nel 1100. È venerato come santo dal 1159, ed è patrono di Agrigento e di Porto Empedocle. Della sua vita si conserva poco. Ma quello che si conserva benissimo è il modo in cui la sua città continua a rivolgersi a lui, e vale più di molte biografie. Ad Agrigento il suo nome si invoca contro le calamità naturali, con una frase che fa rima e che si impara da bambini: *«San Giullannu senza ddannu»* — San Gerlando, difendici dal danno. Tempeste, fulmini, tuoni. E c'è un episodio recente, che non è agiografia antica ma cronaca del Novecento. Il diciannove e venti luglio del 1966 una frana rovinosa si mangiò alcune costruzioni della città. Per giorni quel nome fu invocato di continuo. La frana non fece nessuna vittima, e i fedeli di Agrigento lessero la cosa come un intervento del loro santo. Si può credere o non credere all'intervento; quello che resta è che una città intera, davanti alla paura, ha saputo a chi rivolgersi. Le sue reliquie riposano nella cattedrale di Agrigento, dentro un'urna d'argento lavorata. Chi si chiama Gerlando festeggia oggi. È un nome quasi esclusivamente agrigentino, e chi lo porta di solito ha un nonno che si chiamava così. Un vescovo francese arrivato in Sicilia mille anni fa, e una frase in dialetto che lo tiene in vita meglio di qualsiasi libro.

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