9 febbraio

Sant'Apollonia

vergine e martire

La sua storia

La storia di Apollonia ci è arrivata per una via che vale quanto la storia stessa: la racconta Eusebio di Cesarea riportando una lettera del vescovo Dionigi di Alessandria, che di quei fatti era stato testimone. Non è una leggenda tarda: è il resoconto di qualcuno che c'era. Fra il 248 e il 249, ad Alessandria d'Egitto, scoppiò una sommossa popolare contro i cristiani, aizzata da un indovino pagano. Apollonia era una donna anziana e nubile, che aveva aiutato i cristiani della città. La catturarono insieme agli altri e la percossero al punto di farle cadere i denti — la tradizione popolare, più tardi, dirà che glieli strapparono con le tenaglie. Poi prepararono un gran fuoco: o bestemmiava, o la bruciavano viva. E qui il racconto prende una piega che ha fatto discutere per secoli. Apollonia si liberò con un'astuzia dalle mani della folla e **si gettò da sola tra le fiamme**. Dionigi, scrivendo, non la condanna: capisce che in quella situazione una donna sola temeva la violenza e temeva soprattutto di cedere sotto altre torture. È una pagina durissima, e la Chiesa antica la conservò senza addolcirla. Per via dei denti, Apollonia è oggi patrona dei dentisti, degli igienisti dentali e degli odontotecnici — e se ti è mai capitato di vedere la sua immagine con una tenaglia in mano, adesso sai perché. Chi si chiama Apollonia festeggia oggi: nome antico, raro, che chi lo porta se lo ricorda bene. Una donna anziana che nessuno avrebbe notato, e di cui parliamo ancora dopo milleottocento anni.

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