15 aprile

San Damiano de Veuster

sacerdote picpusiano

La sua storia

Jozef de Veuster nacque a Tremelo, in Belgio, il 3 gennaio 1840, figlio di contadini fiamminghi. Entrò nel noviziato della Congregazione dei Sacri Cuori a Lovanio prendendo il nome di Damiano, e prese il posto di suo fratello, che era destinato alle missioni e non poté partire. Sbarcò a Honolulu il 19 marzo 1864 e fu ordinato sacerdote due mesi dopo. Per nove anni fece il missionario nelle isole Hawaii. Poi, nel 1873, chiese di andare a Molokai. A Molokai il governo hawaiano deportava i malati di lebbra: li sbarcavano su una penisola chiusa da una parete di roccia e li lasciavano lì, senza medici, senza legge, senza ritorno. Damiano ci andò per restarci. Costruì case, scavò tombe, fasciò piaghe, fece da falegname e da becchino, e pretese dal governo quello che ai malati spettava. Soprattutto, mangiò con loro e li toccò, in un posto dove nessuno lo faceva. Nel 1884 si accorse di non sentire più l'acqua bollente sui piedi: aveva preso la lebbra anche lui. Continuò per altri cinque anni, e la domenica cominciò le prediche dicendo «noi lebbrosi». Morì a Molokai il 15 aprile 1889, a quarantanove anni. Benedetto XVI lo proclamò santo l'11 ottobre 2009. Nelle Hawaii è un eroe civile prima ancora che un santo, e una sua statua sta nel Campidoglio di Washington. Chi si chiama Damiano oggi festeggia — anche se molti aspettano il ventisei settembre.

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