24 gennaio

San Francesco di Sales

vescovo di Ginevra e dottore della Chiesa

La sua storia

Francesco di Sales è il patrono dei giornalisti, e il motivo è bellissimo. Ma andiamo con ordine. Nacque in Savoia nel 1567, primogenito del signore di Boisy, e ricevette l'educazione che ci si aspettava: collegi a La Roche e Annecy, poi Parigi dai gesuiti, poi Padova, dove nel 1592 si laureò in diritto con grande lode. Il padre gli aveva già apparecchiato la carriera — tornò in patria nominato avvocato del Senato di Chambéry. Solo che a Padova gli era successo qualcos'altro: aveva scoperto che voleva fare il prete. Fu una delusione per il padre. Fu ordinato il 18 dicembre 1593 e celebrò la prima Messa tre giorni dopo. Lo mandarono nel Chiablese, una regione passata in blocco al calvinismo. Lì Francesco provò a predicare, e dal pulpito non raccoglieva niente. Allora fece una cosa che nessuno faceva: si mise a **scrivere**. Stampava fogli volanti, li infilava sotto le porte delle case, li attaccava ai muri. Se la gente non veniva da lui, andava lui dalla gente, un foglio per volta. È per questo che oggi è patrono dei giornalisti e di chiunque diffonda la fede servendosi dei mezzi di comunicazione. Il suo metodo era il dialogo, non lo scontro: chiese perfino di essere mandato a Ginevra, il cuore del calvinismo, per discutere di teologia con i protestanti faccia a faccia. Morì a Lione nel 1622; è stato proclamato santo nel 1665 ed è Dottore della Chiesa. Chi si chiama Francesco o Francesca oggi ha uno dei due giorni possibili — l'altro è il quattro ottobre, quello di Assisi. Uno che ha capito che se nessuno ti ascolta non è detto che la colpa sia di chi tace.

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