Sant'Eugenio di Milano
La sua storia
Di Eugenio non abbiamo quasi nessuna notizia certa. Quello che si racconta viene da Landolfo Seniore, cronista milanese dell'undicesimo secolo, e riguarda un episodio che a Milano si tramanda da mille anni. Eugenio sarebbe stato un vescovo venuto in Italia al seguito di Carlo Magno, di cui era anche padre spirituale. La questione era questa: Carlo Magno e papa Adriano I volevano unificare la liturgia di tutto l'impero sul rito romano, e questo significava abolire il rito ambrosiano, che a Milano si usava dai tempi di Ambrogio. Eugenio lo difese in un concilio a Roma. Per dirimere la cosa, dice il racconto, i padri conciliari posarono sull'altare di San Pietro i due messali, quello romano e quello ambrosiano. Poi chiusero le porte della basilica, le fecero sorvegliare, e per tre giorni si pregò e si digiunò. Quando riaprirono, i due libri erano ancora lì, e si spalancarono tutti e due insieme. Fu letto come un segno che i due riti avevano pari dignità. Il rito ambrosiano si usa ancora oggi, nella diocesi di Milano e in qualche parrocchia vicina: è la liturgia occidentale non romana più antica ancora in uso. Chi si chiama Eugenio oggi festeggia.
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