20 marzo

Sant'Alessandra di Amiso e compagne

La sua storia

Di Alessandra di Amiso non si sa quasi niente, e per una volta vale la pena raccontare proprio questo: come si fa a sapere qualcosa di una persona morta milleseicento anni fa. Le fonti su di lei sono due. La prima è un breve elogio nel sinassario costantinopolitano, cioè nel calendario liturgico della Chiesa di Costantinopoli, probabilmente ricavato da un racconto del martirio che è andato perduto. La seconda è la passio di Teodoto di Ancira, dove compaiono tre nomi — Alessandra, Eufrasia e Matrona — dentro un gruppo di sette vergini fatte annegare dal prefetto Teocteno. Negli altri tre nomi di quel gruppo (Giulitta, Faine e Tecusa) gli studiosi riconoscono gli stessi che la prima fonte chiama Giuliana, Eufemia e Teodosia. La conclusione più probabile è che i due gruppi siano lo stesso gruppo, e che l'elogio del sinassario venga proprio dalla passio di Teodoto. Resta questo: sette donne, una città sul Mar Nero, un prefetto, l'acqua. E la data, il 20 marzo, che qualcuno ha tenuto a mente abbastanza a lungo da farla arrivare fino a noi. Chi si chiama Alessandra o Alessandro oggi festeggia.

Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.