San Pietro da Verona
sacerdote domenicano e martire
La sua storia
Pietro nacque a Verona intorno al 1205, in una famiglia catara — cioè dalla parte che avrebbe poi combattuto per tutta la vita. Studiò a Bologna ed entrò fra i frati predicatori quando Domenico di Guzmán era ancora vivo. Nel 1232 Gregorio IX lo mandò in Lombardia, dove il catarismo era radicato e diffuso, con l'incarico di reprimerlo. Entrò nel convento di Sant'Eustorgio a Milano. Si dice che vi abbia subito fondato un'associazione di militanti, la Società della Fede, ma di questo non ci sono riscontri storici certi. Certo è che lui e i domenicani ottennero risultati rapidi, anche grazie all'appoggio del Comune. Fu priore ad Asti nel 1240, a Piacenza nel 1241. Alla fine del 1244 andò a Firenze, a predicare in Santa Maria Novella. Nel 1251 Innocenzo IV lo nominò inquisitore per la Lombardia. Lo uccisero il 6 aprile 1252, sulla strada fra Como e Milano, all'altezza di Seveso. Il sicario si chiamava Carino da Balsamo; fu assoldato da alcuni catari milanesi. Pietro aveva quarantasette anni. Innocenzo IV lo proclamò santo l'anno dopo: undici mesi dopo la morte, la canonizzazione più rapida della storia della Chiesa. Carino, dopo anni, si pentì, entrò come converso in un convento domenicano a Forlì e vi morì in fama di santità. Anche questo fa parte della storia. Chi si chiama Pietro oggi festeggia — anche se molti aspettano il ventinove giugno.
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