San Paolo VI
La sua storia
Giovanni Battista Montini nacque a Concesio, all'imbocco della Val Trompia, il 26 settembre 1897. Il padre Giorgio era avvocato, giornalista e deputato popolare; la madre Giuditta veniva dalla piccola nobiltà rurale bresciana. Fu il secondo di tre fratelli. Fu ordinato sacerdote nel 1920 ed entrò presto in Segreteria di Stato, dove rimase trent'anni. Negli anni dell'università fu assistente della FUCI, e formò una generazione di cattolici che avrebbe poi fatto la Repubblica. Nel 1954 Pio XII lo mandò arcivescovo a Milano: ci andò a fare il vescovo di una città operaia, e passò otto anni fra le fabbriche e le periferie. Lo chiamavano l'arcivescovo dei lavoratori. Fu eletto papa il 21 giugno 1963, con il Concilio già cominciato e il suo predecessore morto. Toccò a lui portarlo a termine — cosa tutt'altro che scontata — e poi attuarlo, che fu più difficile ancora. Fece cose che nessun papa aveva fatto: andò in Terra Santa e abbracciò il patriarca Atenagora, chiudendo di fatto nove secoli di scomunica fra Roma e Costantinopoli; parlò all'ONU dicendo «mai più la guerra»; rinunciò alla tiara e la vendette per i poveri; scrisse la Populorum progressio sullo sviluppo dei popoli. Fu anche il papa dell'Humanae vitae, che gli costò un'ostilità che si portò dietro fino alla fine. Morì a Castel Gandolfo il 6 agosto 1978. Francesco lo ha proclamato santo nel 2018. Chi si chiama Paolo oggi festeggia — anche se molti aspettano il ventinove giugno.
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