25 maggio

Santa Maria Maddalena de' Pazzi

vergine carmelitana

La sua storia

Caterina de' Pazzi nacque a Firenze nel 1566, da una delle famiglie più potenti della città — quei Pazzi della congiura contro i Medici. A sedici anni entrò nel monastero carmelitano di Santa Maria degli Angeli, in Borgo San Frediano, e prese il nome di Maria Maddalena. Non ne uscì più. La sua vita interiore fu fuori dal comune fin dall'inizio: estasi lunghissime, durante le quali parlava. Le consorelle si misero a scriverle sotto dettatura, e da lì vengono i suoi libri — non scritti da lei, ma trascritti mentre parlava, spesso di corsa, da sei suore che si davano il cambio. È uno dei pochi casi in cui di una mistica abbiamo le parole così come uscivano. Ci furono anche cinque anni, fra il 1585 e il 1590, che lei chiamò la sua «prova»: un periodo di aridità totale, in cui non sentiva più niente e fu tormentata da tentazioni violente. Ne scrisse, e quelle pagine sono fra le più oneste che si leggano su quell'esperienza. Nel monastero fece la maestra delle novizie e la sottopriora. Scrisse lettere a papi e cardinali chiedendo la riforma della Chiesa, con una durezza che ricorda Caterina da Siena. Morì a Firenze il 25 maggio 1607, a quarantun anni, dopo tre anni di malattia. Fu proclamata santa nel 1669. Chi si chiama Maddalena oggi festeggia — anche se molte aspettano il ventidue luglio.

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