1 giugno

San Giustino

martire

La sua storia

Giustino nacque a Flavia Neapolis, in Samaria, intorno al 93. La sua famiglia si era probabilmente stabilita lì da poco, al seguito degli eserciti romani che avevano distrutto il Tempio di Gerusalemme. Fu educato nel paganesimo e ricevette un'ottima istruzione. Passò la giovinezza a cercare una filosofia che tenesse. Lo racconta lui stesso, nel Dialogo con Trifone: provò gli stoici, i peripatetici, i pitagorici, i platonici, e ogni volta rimase a metà. Poi, camminando in riva al mare, incontrò un vecchio che gli fece delle domande a cui non seppe rispondere, e gli parlò dei profeti. Da lì venne la conversione. Non smise di fare il filosofo: continuò a portare il mantello dei maestri e aprì una scuola a Roma. La sua idea è ancora oggi sorprendente — che tutto quello che di vero era stato pensato dai filosofi greci appartenesse già al cristianesimo, perché la verità è una sola da qualunque parte arrivi. Alla sua penna dobbiamo una cosa preziosissima: nella Prima apologia, scritta per spiegare il cristianesimo all'imperatore, descrive per filo e per segno com'era la messa nel secondo secolo. È la più antica descrizione che possediamo, ed è sorprendentemente simile a quella di oggi. Fu denunciato e processato a Roma, e decapitato con sei compagni intorno al 167. Gli atti di quel processo si conservano. È patrono dei filosofi. Chi si chiama Giustino oggi festeggia.

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