San Bonifacio
vescovo di Magonza e martire
La sua storia
Si chiamava Wynfrith ed era nato nel Wessex, in Inghilterra, intorno al 675. Prese il nome di Bonifacio a Roma, e con quel nome passò quarant'anni in Germania. Dal 716 fu missionario in Frisia; poi ricevette da Carlo Martello l'incarico di evangelizzare l'Assia e la Turingia. Nel 722 papa Gregorio II lo fece vescovo e legato pontificio; nel 732 Gregorio III lo nominò arcivescovo senza sede fissa, con il potere di consacrare vescovi per le diocesi nuove. Ne fondò parecchie, e fondò monasteri — fra cui Fulda, che sarebbe diventato uno dei grandi centri di cultura d'Europa. L'episodio per cui è più ricordato è l'abbattimento della quercia di Thor, a Geismar. Era l'albero sacro dei pagani del posto; Bonifacio prese l'ascia e cominciò a tagliarlo davanti a tutti, aspettando che il dio lo fulminasse. Non successe niente, e con il legno di quella quercia fece costruire una cappella. Si racconta anche che accanto crescesse un abete, e che lo indicò come nuovo segno: c'è chi fa risalire a lì l'albero di Natale. Nel 754, vecchissimo, tornò in Frisia dove aveva cominciato. A Dokkum un gruppo di armati assalì il suo accampamento. I compagni volevano difendersi; lui glielo impedì. Morirono in cinquantadue. Lo chiamano l'apostolo della Germania. Chi si chiama Bonifacio oggi festeggia.
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