3 giugno

Santi Carlo Lwanga e 12 compagni

martiri dell'Uganda

La sua storia

Carlo Lwanga nacque nel 1865 nel regno di Buganda, che oggi è la parte centrale dell'Uganda. Fu convertito al cattolicesimo dai Missionari d'Africa e divenne capo dei paggi alla corte del re Mwanga II. I missionari cristiani erano arrivati sotto il re precedente, Mutesa I, ed erano stati tollerati. Con Mwanga II le cose cambiarono. La persecuzione cominciò nel 1885, e il re fece uccidere anche il vescovo anglicano James Hannington. Il motivo scatenante fu però un altro, e va detto per quello che è: il re pretendeva i ragazzi della sua corte, e i paggi cristiani — cattolici e anglicani insieme — si rifiutarono. Carlo Lwanga, che ne era responsabile, li protesse e li sostenne. Il re li mise davanti alla scelta. Furono condotti a Namugongo e bruciati vivi il 3 giugno 1886. Carlo aveva ventun anni; il più giovane, Kizito, ne aveva quattordici. Morirono cantando, dicono le testimonianze raccolte poco dopo. Paolo VI li proclamò santi nel 1964, ed è il primo gruppo di santi dell'Africa subsahariana. Quando nel 1969 andò a Namugongo, fu il primo papa a mettere piede in Africa. Oggi il 3 giugno in Uganda è festa nazionale, e a Namugongo arrivano centinaia di migliaia di persone a piedi, cattolici e anglicani, per ricordare dei ragazzi che erano delle due parti. Chi si chiama Carlo oggi festeggia — anche se molti aspettano il quattro novembre.

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