26 giugno

San Vigilio

vescovo di Trento

La sua storia

Vigilio fu il terzo vescovo di Trento e morì il 26 giugno del 400 o del 405. Di lui si sa poco, e quel poco va maneggiato con attenzione. Le fonti contemporanee sono tre lettere: una di Ambrogio e due sue. Tutto il resto viene dalla Passio, scritta probabilmente in epoca longobarda — cioè almeno due secoli dopo — su racconti orali e con le esigenze religiose di quel tempo. La Passio racconta che Vigilio morì martire in Val Rendena, lapidato mentre abbatteva una statua di Saturno. Gli storici però dubitano: gli autori dell'inizio del quinto secolo — Massimo, Gaudenzio, Agostino, Paolino — parlano esplicitamente del martirio dei tre santi d'Anaunia, e di Vigilio non dicono niente del genere. Lo stesso vale per il Martirologio geronimiano. Quei tre — Sisinio, Martirio e Alessandro — erano missionari che Vigilio aveva mandato in Val di Non e che vi furono uccisi nel 397. Fu lui a raccoglierne i corpi e a scrivere ad Ambrogio e a Giovanni Crisostomo per raccontare cos'era successo: quelle lettere sono uno dei documenti più importanti che abbiamo sulla cristianizzazione delle Alpi. È patrono di Trento e del Trentino, e il 26 giugno la città lo festeggia con le Feste Vigiliane. Chi si chiama Vigilio oggi festeggia.

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