San Pio da Pietrelcina
sacerdote cappuccino
La sua storia
Francesco Forgione nacque a Pietrelcina, alle porte di Benevento, il 25 maggio 1887, da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Il padre Grazio emigrò due volte in America per pagargli gli studi. Entrò fra i cappuccini a sedici anni e prese il nome di Pio. La salute fu sempre pessima: febbri, crolli, anni interi passati a casa perché in convento non reggeva. Fu anche richiamato alle armi durante la Grande Guerra e congedato per malattia. Nel 1916 fu mandato a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, in un convento sperduto dove non arrivava nemmeno la strada. Ci restò cinquantadue anni. Il 20 settembre 1918, mentre pregava davanti al crocifisso del coro, comparvero le stimmate. Ci restarono per cinquant'anni, e fu l'inizio di tutto: la folla, i pellegrini, le code al confessionale che duravano giorni. E fu anche l'inizio dei guai. La Chiesa fu durissima con lui: due volte gli fu proibito di celebrare in pubblico, di confessare, di rispondere alle lettere. Fu spiato, registrato di nascosto, indagato per anni. Lui obbedì ogni volta senza una parola. Nel frattempo costruì la Casa Sollievo della Sofferenza, che aprì nel 1956 e che è oggi uno dei più grandi ospedali del Sud: voleva che la gente del Gargano non dovesse più andare a Roma per curarsi. Morì a San Giovanni Rotondo il 23 settembre 1968. Giovanni Paolo II lo proclamò santo nel 2002. Chi si chiama Pio oggi festeggia.
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