25 settembre

San Cleofa

discepolo del Signore

La sua storia

Cleofa è uno dei due discepoli di Emmaus, e la sua è la scena più bella del Vangelo di Luca. È il giorno di Pasqua. Due discepoli se ne vanno da Gerusalemme verso un villaggio, delusi, e parlano di quello che è successo. Un uomo si affianca e chiede di cosa stiano discutendo; loro si fermano, «col volto triste», e gli raccontano tutto — compresa la frase che dice tutta la loro delusione: «noi speravamo». Lui cammina con loro e spiega le Scritture. Arrivati al villaggio fa per proseguire, e sono loro a trattenerlo: «resta con noi, perché si fa sera». A tavola spezza il pane, e in quel momento lo riconoscono; e lui sparisce. Di quei due, Luca dà il nome di uno solo: Cleofa. Dell'altro non si sa niente — e c'è chi ha notato che quel posto vuoto accanto a Cleofa è, in un certo senso, di chi legge. Il nome ricorre nei testi antichi in più forme — Clopa, Alfeo, Cleopa — e gli studiosi discutono da secoli su quante persone distinte siano. Una tradizione fa di Clopa il fratello di san Giuseppe, quindi zio di Gesù, e il padre di alcuni dei «fratelli» nominati nei Vangeli. Il Martirologio Romano lo ricorda al 25 settembre. Chi si chiama Cleofa oggi festeggia.

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