Allargavano un pastificio a Gragnano, e sotto c'era una città dei morti di 2.500 anni fa
Durante i lavori in uno stabilimento di pasta di Gragnano è venuta fuori una necropoli del VI secolo avanti Cristo: 85 tombe su duemila metri quadrati, con corredi rimasti intatti per venticinque secoli.
La redazione di Rimmofatt! · 24 settembre 2026
A Gragnano la pasta si fa da secoli, e la strada dove sorge uno dei suoi pastifici storici si chiama, non a caso, via dei Pastai. Proprio lì, durante i lavori per allargare lo stabilimento del Pastificio Garofalo, gli scavi hanno trovato qualcosa che nessuno si aspettava: una necropoli arcaica, rimasta sigillata sotto terra per più di duemilacinquecento anni.
I risultati della campagna di scavo 2025-2026 li ha presentati il 15 luglio la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'Area Metropolitana di Napoli, che la considera una delle scoperte più importanti degli ultimi anni in tutto l'Ager Stabianus, il territorio dell'antica Stabia.
Cosa c'era sotto
Le sepolture sono ottantacinque, distribuite su circa duemila metri quadrati, e risalgono alla prima metà del VI secolo avanti Cristo. Molte avevano ancora il loro corredo, perfettamente conservato: ceramiche decorate, gioielli — collane d'avorio e pendenti a figura umana —, una spada di ferro, fibule di bronzo.
Non sono gli oggetti di gente qualunque. Secondo gli archeologi raccontano un'élite che ci teneva a mostrare il proprio rango anche nella morte: chi era sepolto lì voleva che si sapesse chi era stato.
E ancora più sotto
La sorpresa non si ferma alle tombe. Sotto la necropoli sono venute fuori strutture ancora più antiche, dell'età del rame e del bronzo. E lo studio dei resti biologici sta restituendo notizie sulla vita di quella gente: le malattie, le abitudini alimentari, le condizioni di lavoro di chi abitava quella terra ventisei secoli fa.
Sopra, oggi, si impasta semola e si trafila pasta. Sotto, per tutto questo tempo, c'era un'altra Gragnano, con i suoi morti illustri e le sue cose preziose, che nessuno sapeva di avere sotto i piedi.
E noi
A Napoli i morti non fanno paura come altrove: si parlano, si sognano, si chiamano per nome, e hanno i loro numeri. Chi vuole capire come la Smorfia li tratta trova tutto nella guida Sognare i morti: il 47 e il 48 a Napoli.
Come lo legge la Smorfia
'O muortoIl morto
Una necropoli è la casa dei morti, e il 47 non è solo la fine: è il trapasso, quello che resta di chi è stato e continua a dire qualcosa.
'A putecaLa bottega
La bottega, il lavoro di ogni giorno: sopra si fa la pasta, e proprio il lavoro quotidiano ha riportato alla luce chi stava sotto.
SottencoppaSottosopra
Sottosopra: si scava per costruire il futuro di un pastificio e salta fuori il passato più lontano. Quello che stava sotto torna sopra.
Da dove viene
Altri Fatti
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