'O ppane. Il cinquanta sta esattamente a metà della Smorfia, ed è il pane: la cosa più semplice e la più necessaria. In una cultura dove «guadagnarsi il pane» è l'espressione con cui si dice lavorare, questo numero porta tutto il peso dell'essenziale — non il lusso, non l'abbondanza, ma quello senza cui non si sta in piedi. Nei racconti il cinquanta compare quando si parla di ciò che è indispensabile. Lo stipendio che copre il mese, la persona senza la quale una giornata non regge, la cosa che se manca si sente subito. È anche il numero degli affetti nudi: quelli che non si dichiarano e che stanno lì come il pane sul tavolo. Le immagini che portano qui sorprendono e poi si capiscono. Il pane. I chiodi, che tengono insieme le cose senza farsi vedere. Il maestro, che insegna il mestiere con cui il pane si guadagna. E le uova, che col pane bastano a fare un pasto. Un numero domestico, insomma, ma non banale. Se il cinquanta è uscito dal tuo racconto, dentro c'era qualcosa di essenziale. La domanda che lascia — e che non spetta a noi — è se in questo periodo lo stai dando per scontato.
Smorfia
morto
'O muorto: chi non c'è più e continua a stare in casa. La memoria che non si congeda.
Oggetti Quotidiani
pane
Il necessario, prima di tutto il resto. Si guadagna, si spezza, si condivide.
1 persona
per un totale di 8 racconti.
Contiamo solo chi ha acconsentito alle statistiche aggregate.
La tavola
Il cibo come ricchezza, come affetto e come misura di quello che si ha.
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