10 gennaio

Sant'Aldo

La sua storia

Di sant'Aldo non si conosce quasi nulla, nemmeno l'anno in cui è nato. Visse probabilmente nell'ottavo secolo, e il nome lo tradisce: Aldo è longobardo, e viene da *ald*, che vuol dire vecchio, saggio — la stessa radice che ha dato *alt* ai tedeschi e *old* agli inglesi. Fu monaco ed eremita. La sua vita si svolse prima dalle parti di Bobbio, dove probabilmente prese l'abito, poi a Carbonara al Ticino, vicino Pavia. E qui c'è il particolare che lo rende simpatico: la tradizione lo vuole **carbonaio**. Sembra stonare con l'idea che abbiamo dell'eremita, tutto preghiera e silenzio, ma si sposa benissimo con la scuola dei monaci irlandesi, quella di san Colombano: ritirati dal mondo per contemplare, sì, ma con un mestiere vero in mano per guadagnarsi da vivere. Un uomo che pregava con le mani nere di carbone. Il suo nome non sta nel Martirologio Romano né nel calendario universale della Chiesa: lo si trova nell'agiografia compilata nel Seicento dai gesuiti belgi, i Bollandisti, e nel martirologio benedettino. Il corpo ha viaggiato parecchio — dalla chiesa di San Colombano Maggiore a Pavia, poi in cattedrale, infine nella basilica di San Michele Maggiore. A Carbonara al Ticino c'è ancora una cappella con una sua statua, raffigurato dormiente. Ma il vero motivo per cui oggi si nomina sant'Aldo è che **oggi festeggiano tutti gli Aldo**, e in Italia sono parecchi. È un nome corto, asciutto, che non si presta ai vezzeggiativi e sta bene in bocca. Un monaco carbonaio di milletrecento anni fa, e un nome che ancora si porta. La distanza fra le due cose è tutta la storia di questo paese.

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