9 gennaio

San Marcellino di Ancona

vescovo di Ancona

La sua storia

Di san Marcellino, vescovo di Ancona, sappiamo poco e quel poco arriva da una voce autorevole: papa Gregorio Magno, che mise per iscritto quello che ad Ancona si raccontava. Visse nel sesto secolo e fu vescovo della sua città. La storia che ha attraversato i secoli è una sola, ed è di quelle che si ricordano: Ancona andava a fuoco, e Marcellino salvò la città dall'incendio. È l'episodio per cui è ricordato, ed è così noto che lo dipinsero perfino nella Galleria delle carte geografiche, in Vaticano — una città in fiamme e il suo vescovo in mezzo. Che sia andata esattamente così non lo può dire nessuno. Ma la scena dice qualcosa di preciso sul mestiere che si aspettava da un vescovo di allora: non stare dietro a un altare, ma mettersi fisicamente davanti alla gente quando arrivava il guaio. In quei secoli i vescovi trattavano con gli eserciti, riscattavano prigionieri, organizzavano il pane. Erano l'ultima autorità rimasta in piedi quando tutto il resto crollava. Oggi le sue spoglie riposano ad Ancona, nella cripta dei Protettori della cattedrale di San Ciriaco — quella che raccoglie i patroni della città — dentro un'urna di diaspro donata da papa Benedetto XIV. Chi si chiama Marcellino o Marcello festeggia oggi: un nome che suona antico nel modo giusto. Un uomo e un incendio: comunque sia andata, è un'immagine che non si dimentica.

Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.