Santa Teresa di Lisieux
vergine del Carmelo di Lisieux e dottore della Chiesa
La sua storia
Thérèse Martin nacque ad Alençon il 2 gennaio 1873, ultima di nove figli, quattro dei quali morti piccoli. I genitori, Louis e Zélie, sono santi tutti e due: è l'unica coppia di coniugi canonizzati insieme. La madre morì che lei aveva quattro anni. A quindici anni entrò al Carmelo di Lisieux, dove c'erano già due sue sorelle. Per farsi accettare così giovane arrivò a chiederlo di persona al papa, durante un'udienza a Roma, rompendo il silenzio che era stato imposto ai pellegrini. Visse in clausura nove anni e morì di tubercolosi a ventiquattro, il 30 settembre 1897, dopo mesi terribili in cui ai dolori si aggiunse una prova interiore che lei descrisse come un muro fino al cielo. Non aveva fatto niente di straordinario. Aveva scritto, per obbedienza alla priora, dei quaderni di ricordi, pubblicati l'anno dopo la morte con il titolo *Storia di un'anima*. Fu un terremoto: il libro girò il mondo, e al Carmelo di Lisieux cominciarono ad arrivare lettere a migliaia. La sua idea è quella che lei chiamò la piccola via: non le imprese eroiche, ma le cose minime fatte con amore, alla portata di chiunque — «l'ascensore» al posto della scala. Pio XI la proclamò santa nel 1925, appena ventotto anni dopo la morte. È patrona dei missionari — lei che non uscì mai dal convento — e dal 1997 è dottore della Chiesa. Chi si chiama Teresa oggi festeggia.
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