Sant'Ugo di Grenoble
vescovo di Grenoble
La sua storia
Ugo nacque a Châteauneuf-sur-Isère, nel Delfinato, nel 1053. Era canonico della cattedrale di Valence quando, nel 1080, lo elessero vescovo di Grenoble: ci sarebbe rimasto cinquantadue anni. Gli toccò il lavoro della grande riforma di quel secolo, e lo fece sul serio: contro la simonia, cioè la compravendita delle cariche ecclesiastiche, e contro il nicolaismo, cioè i preti che vivevano con una donna come se fossero sposati. Erano battaglie che si facevano nemici veri, non teorici. Poi c'era la questione dei beni. Ugo condusse una lunga lite con Ghigo III, conte di Albon, per riprendersi le terre che a suo dire gli Albon avevano tolto alla diocesi. Per rafforzare quella pretesa fece mettere per iscritto la storia del vescovo Isarn, che secoli prima aveva strappato Grenoble ai saraceni con le armi: da lì nacque la serie di documenti che chiamiamo Cartolari di Sant'Ugo, che per gli storici di oggi valgono più dell'esito della lite. L'accordo arrivò nel 1099: Ghigo restituì i territori, e in cambio gli fu riconosciuta l'autorità temporale intorno a Grenoble. Nel 1084 fece la cosa per cui lo si ricorda di più. Un uomo di nome Bruno arrivò da lui con sei compagni cercando un posto solitario dove vivere. Ugo gli donò un terreno in montagna, impervio e silenzioso: si chiamava la Chartreuse. Da lì nacque l'Ordine certosino. Fondò anche l'Ordine monastico di Chalais. Morì a Grenoble il 1º aprile 1132. Chi si chiama Ugo oggi festeggia.
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