Santa Caterina d'Alessandria
vergine e martire
La sua storia
Di Caterina d'Alessandria si sa pochissimo, e distinguere la storia dalla leggenda è quasi impossibile: le fonti scritte sono tutte di secoli posteriori, la più antica è una passione greca del sesto o settimo secolo. Il racconto la vuole giovanissima, coltissima e di famiglia nobile, ad Alessandria d'Egitto, all'inizio del quarto secolo. Sarebbe andata a discutere con l'imperatore Massimino Daia per rimproverargli la persecuzione; lui le mise contro cinquanta filosofi per confutarla, e lei — dice la storia — li convinse tutti, tanto che si convertirono e furono bruciati. Poi le proposero di sposarlo. Rifiutò. Fu condannata a morire su una ruota dentata, che secondo il racconto si spezzò; alla fine fu decapitata. Quella ruota è diventata il suo simbolo, e da lì viene anche il nome di un dolce, la torta di ruota, e in meccanica la «ruota di Santa Caterina». Il culto fu enorme nel Medioevo: era una dei quattordici santi ausiliatori, e fu una delle voci che Giovanna d'Arco diceva di sentire. Il monastero di Santa Caterina al Sinai, che è il più antico monastero cristiano ancora attivo, porta il suo nome. È patrona dei filosofi insieme a Giustino, e dei mugnai, dei carradori e degli studenti. Chi si chiama Caterina oggi festeggia.
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