23 novembre

San Clemente I Romano

papa e martire

La sua storia

Clemente fu il quarto vescovo di Roma, alla fine del primo secolo, e di lui resta una cosa di valore incalcolabile: una lettera autentica. La *Lettera ai Corinzi* la scrisse intorno all'anno 96. Nella comunità di Corinto alcuni giovani avevano deposto i presbiteri, e la Chiesa di Roma scrisse per rimettere pace. È il più antico documento cristiano che possediamo dopo il Nuovo Testamento, ed è la prima volta che la Chiesa di Roma interviene negli affari di un'altra comunità — ragione per cui quel testo è discusso da secoli. Origene, Eusebio, Epifanio e Girolamo lo identificavano con il collaboratore di Paolo nominato nella Lettera ai Filippesi; oggi si ritiene che quello fosse un altro. C'è anche chi lo ha identificato con Tito Flavio Clemente, il console giustiziato da Domiziano, marito di Flavia Domitilla: anche questa è un'ipotesi che gli studiosi non accolgono più. La tradizione lo vuole esiliato in Crimea, nelle miniere, e ucciso gettandolo in mare con un'ancora al collo — per questo lo si vede sempre raffigurato con un'ancora. Nel nono secolo Cirillo e Metodio, andando in Crimea, riportarono a Roma delle reliquie che dissero essere le sue, e le deposero nella basilica di San Clemente al Celio. Cirillo è sepolto lì accanto. Chi si chiama Clemente oggi festeggia.

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