Guida

'O Munaciello, la Bella 'Mbriana e 'a Janara

Tre figure del folklore che, secondo la tradizione, abitano le case napoletane: lo spiritello vestito da monaco, la signora che protegge chi ci vive, la strega che entra da sotto la porta. Chi sono e come si tengono buone.

La redazione di Rimmofatt! · 22 settembre 2026

Tre presenze di casa

Nelle case napoletane, secondo la tradizione, non si è mai del tutto soli. Ci sono presenze che non si vedono quasi mai, ma di cui tutti sanno i gusti e le abitudini: come comportarsi con loro, cosa non dire, cosa lasciare in un angolo. Tre sono le più conosciute. Una fa dispetti e regali, una protegge, una fa paura.

Su Rimmofatt! danno il nome ai nostri piani: 'O Munaciello, Bella 'Mbriana e 'A Janara. Qui raccontiamo chi sono.

'O Munaciello

Il munaciello, il «monachello», è un piccolo spirito vestito da monaco, con il saio e il cappuccio. Chi dice di averlo visto racconta di una figura bassa, veloce, che compare e sparisce negli angoli delle case vecchie.

Ha due facce. Può essere generoso: lascia qualche moneta in un posto dove prima non c'era, e chi la trova non deve dirlo a nessuno, altrimenti i regali finiscono. E può essere dispettoso: nasconde le chiavi, sposta gli oggetti, fa cadere le cose dalle mensole, tira le coperte di notte. Quando in casa qualcosa sparisce e poi ricompare dove si era già cercato, a Napoli c'è ancora chi sorride e dice che è stato lui.

Da dove venga, le storie non si mettono d'accordo. Una delle spiegazioni più raccontate lo lega ai pozzari, gli uomini che curavano i pozzi e i cunicoli sotto la città: attraverso i pozzi potevano arrivare fin dentro le case, e ci lasciavano o si prendevano qualcosa. Un'altra leggenda, ambientata molti secoli fa, parla di un bambino nato da un amore contrastato, che la madre vestiva con un piccolo saio.

Nella Smorfia gli è vicino il 37, 'o monaco: spiritualità e mistero, e quel monachello che a Napoli sta a metà fra la chiesa e la casa.

La Bella 'Mbriana

La Bella 'Mbriana è lo spirito buono della casa. Ha l'aspetto di una giovane donna bellissima, che si lascia vedere solo per un istante, come un riflesso. Protegge la casa e chi ci abita, porta serenità, tiene lontani i guai.

Con lei ci sono delle regole di cortesia. Entrando si saluta: «Bonasera, Bella 'Mbriana». Non si parla male della casa, e non si parla davanti a lei di lasciarla o di venderla: se si offende, se ne va, e con lei se ne va la pace. C'è chi le tiene una sedia libera. E il geco che si vede sui muri d'estate, secondo la tradizione, è lei o è un suo segno: per questo non si scaccia e non si uccide.

Il nome, secondo alcuni, viene dalla meridiana, l'ora del mezzogiorno in cui appariva; ma come tutte le cose di casa, conta più quello che fa di quello che significa.

'A Janara

La janara è la strega della tradizione di Benevento, e da lì la sua fama si è sparsa in tutta la Campania. Di notte entra nelle case passando da sotto la porta, come un soffio. Tormenta chi dorme, sedendosi sul petto, e intreccia le criniere dei cavalli nelle stalle. Le janare, si racconta, si ritrovavano sotto un grande noce, alle porte di Benevento.

Per tenerla fuori la tradizione ha un rimedio semplice: una scopa dietro la porta, o un sacchetto di sale. La janara è obbligata a contare i fili della scopa, o i grani del sale, uno per uno: la notte passa, arriva l'alba, e lei deve andarsene prima di aver finito.

Sul nome ci sono due ipotesi: chi lo fa venire da Diana, la dea della notte e della luna, e chi da ianua, la porta in latino, quella da cui la janara entra.

Perché ci piacciono ancora

Nessuno è obbligato a crederci, e non serve. Queste figure raccontano un modo di stare in casa: con rispetto, con un po' di ironia, sapendo che le cose non stanno sempre dove le abbiamo lasciate. Quando sogni la tua casa, o qualcuno che ci entra di notte, la Smorfia ha numeri anche per questo: la casa vecchia (67), il ladro (79), la paura (90).

Continua a leggere

Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.