Come si leggono i proverbi napoletani
Apostrofi, vocali che si sentono appena, consonanti che raddoppiano: una piccola guida per leggere e capire i proverbi napoletani, con qualche esempio spiegato.
La redazione di Rimmofatt! · 22 settembre 2026
Una lingua da ascoltare
Il napoletano si capisce meglio ad ascoltarlo che a leggerlo. Scritto, sembra pieno di apostrofi messi a caso e di doppie fuori posto; detto a voce, torna tutto. I proverbi sono il modo migliore per imparare a leggerlo: sono brevi, si ripetono da generazioni, e dentro c'è una saggezza pratica che non invecchia.
Ecco le poche regole che servono per non perdersi.
Gli apostrofi davanti
In napoletano gli articoli perdono la prima lettera, e al suo posto resta un apostrofo:
- 'o è «il» o «lo»: 'o muorto, il morto.
- 'a è «la»: 'a mamma, la mamma.
- 'e è «i», «gli» o «le»: 'e surdate, i soldati; 'e zizze, i seni.
- 'nu e 'na sono «un» e «una»: 'nu guaglione, un ragazzo.
Lo stesso succede alle preposizioni: 'e può essere anche «di», come in 'o piezzo 'e carne, il pezzo di carne; d' 'o è «del».
Le vocali alla fine
Le vocali in fondo alle parole, in napoletano, si sentono appena: si pronunciano come un suono indistinto, a metà fra una e e un respiro. Per questo Napule suona quasi «Nàpul», e mamma quasi «mamm». Chi legge un proverbio ad alta voce non deve scandire le finali: deve lasciarle cadere.
Le doppie all'inizio
Certe parole, dopo alcuni articoli, raddoppiano la prima consonante. Succede con le cose che non si contano, come il pane o il caffè: 'o ppane, 'o ccafè. E succede con il plurale femminile: 'a casa è la casa, 'e ccase sono le case. Nei nomi della Smorfia ne trovi parecchi esempi: 'o ppane (50), 'o ccafè (42), 'e gguardie (24), 'e ddoje zetelle (66).
Qualche proverbio spiegato
Chi va cu 'o zuoppo, 'mpara a zuppià. Chi va con lo zoppo impara a zoppicare. Le compagnie si attaccano: si finisce per somigliare a chi si frequenta.
'A gatta pe' ji 'e pressa facette 'e figlie cecate. La gatta, per fare in fretta, fece i figli ciechi. Chi corre per arrivare prima, arriva peggio.
Ogne scarrafone è bell' a mamma soja. Ogni scarafaggio è bello per sua madre. Per chi vuole bene, i difetti non si vedono.
Chi nasce tunno nun pò murì quadrato. Chi nasce tondo non può morire quadrato. La natura di una persona non si cambia.
Addò ce sta gusto, nun ce sta perdenza. Dove c'è gusto, non c'è perdita. Quello che si fa con piacere non è mai tempo perso.
'O pesce fete d' 'a capa. Il pesce puzza dalla testa. Quando qualcosa va male, di solito il problema comincia da chi comanda.
Un proverbio al giorno
Su Rimmofatt! ogni giorno esce un proverbio napoletano, con la traduzione, quello che vuol dire e un piccolo racconto: lo trovi nel proverbio di oggi. Leggerne uno al giorno è il modo più semplice di imparare il napoletano senza studiarlo.
Se vuoi continuare, nel piccolo glossario del napoletano della Smorfia ci sono tutte le parole dei novanta numeri, spiegate.
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