Che cos'è la Smorfia napoletana
Novanta numeri, ognuno con un nome e una figura: la Smorfia è il modo in cui Napoli ha dato un numero ai sogni e alle cose di tutti i giorni. Da dove viene, com'è fatta, come si legge oggi.
La redazione di Rimmofatt! · 22 settembre 2026
Un dizionario dei sogni fatto di numeri
La Smorfia napoletana è un modo di leggere i sogni, e più in generale le cose che capitano, attraverso i numeri da 1 a 90. Ogni numero ha un nome, quasi sempre in napoletano, e una figura: il 3 è 'o micillo, il gattino; il 47 è 'o muorto; il 90 è 'a paura. Chi racconta un sogno lo scompone nelle sue immagini, e ogni immagine porta a un numero.
Non è una lista scolpita una volta per tutte. Per generazioni i napoletani se la sono tramandata a voce, nelle case, nei vicoli, intorno alla tavola: chi ne sapeva di più la spiegava agli altri, e intanto ci aggiungeva qualcosa di suo. Per questo la stessa immagine, in due famiglie diverse, poteva portare a due numeri diversi, e nessuno se ne scandalizzava.
Da dove viene il nome
Il nome si fa risalire di solito a Morfeo, il dio dei sogni della mitologia greca: la smorfia come «cosa di Morfeo». È la spiegazione che si sente più spesso, e rende bene l'idea. Prima di essere un elenco di numeri, la Smorfia è il libro dei sogni di Napoli: il modo in cui una città ha deciso di prendere sul serio quello che vede di notte.
Com'è fatta
I novanta numeri, messi in fila, sono un piccolo ritratto di Napoli. Ci sono le persone di casa: 'a mamma (52), 'o viecchio (53), 'a criatura (2). Ci sono le cose della tavola: 'o ppane (50), 'o vino bbuono (45), 'e casecavalle (88). C'è il sacro, che a Napoli sta sempre a un passo dalla strada: 'a Maronna (8), Sant'Antonio (13), 'o monaco (37). E poi le paure, le feste, i vizi, i mestieri, il corpo detto senza pudori.
Alcuni nomi fanno sorridere, altri sono duri. Accanto a 'a resata (19) c'è 'a disgrazzia (17); accanto a 'a festa (20) c'è 'o lamiento (60). La Smorfia non addolcisce niente: tiene insieme tutto quello che capita in una vita, come fa la città da cui viene.
Un numero è più del suo nome
Ogni numero ha un nome, ma ci arrivano molte immagini diverse. Il 47 si chiama 'o muorto, eppure quasi mai parla di una morte vera: parla di una cosa che finisce, di una stagione che si chiude. Il 6, chella ca guarda 'nterra, raccoglie immagini che con il suo nome sembrano non avere niente a che fare, come il cane o la luna. È il bello della Smorfia: il nome è la porta, e dietro c'è una stanza piena di cose.
Per questo, sulla pagina di ogni numero, oltre al suo significato trovi anche le voci che la Smorfia dell'Ottocento legava a quel numero, con la grafia di allora. Il 47, per esempio, ne ha quasi cento: dall'«abate che benedice» alla «testa di basilisco».
Come la leggiamo su Rimmofatt!
Su Rimmofatt! racconti un sogno, una coincidenza o un fatto strano, a voce o per iscritto. Leggiamo le immagini del racconto, troviamo i loro numeri nella Smorfia e ti restituiamo una lettura simbolica: cosa potrebbe voler dire, per te, che proprio quelle immagini siano arrivate insieme. Se vuoi, la conservi nel tuo Diario e la ritrovi quando lo stesso sogno torna.
È un modo di leggere, non una previsione. La Smorfia non sa cosa succederà domani, e noi nemmeno: sa raccontare, e a volte aiuta a guardare meglio quello che si è vissuto.
Se vuoi cominciare da qui, nella Smorfia completa ci sono tutti i novanta numeri, uno per pagina, ognuno con il suo significato e le sue immagini.
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